DEBITO PUBBLICO RECORD A 2169,8 MILIARDI. E LO STATO CONTINUA A FARE BUCHI

da Gianluca Marchi
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Sono dati di questi giorni resi pubblici dalla Banca d'Italia. A fine 2015 il debito pubblico italiano è arrivato alla cifra record di 2.169,8 miliardi con un aumento di 33,8 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Dunque, nonostante le varie spending review e le altre varie balle che ci vengono raccontate, il debito pubblico di questo paese fallito è cresciuto a una media di circa 3 miliardi di euro al mese. 

Ma la cosa interessante da sottolineare è che questo ulteriore aumento del debito pubblico è dipeso esclusivamente dalle amministrazioni centrali dello Stato, i vari settori che dipendono da Roma insomma, che nel corso del 2015 hanno aumentato il debito di 40,5 miliardi, mentre le amministrazioni locali lo hanno diminuito di 6,6 miliardi. Sostanzialmente stabili gli enti previdenziali, che hanno diminuito il loro debito di 0,1 miliardi di euro.

Dunque, il pozzo senza fondo è lo Stato centrale, che continua a non fare alcuna cura dimagrante (la spesa pubblica cresce e non cala), mentre le amministrazioni locali, quelle più a contatto con il territorio, hanno tirato la cinghia ottenendo meno trasferimenti da Roma, e hanno ottenuto la loro diminuzione del debito tagliando i servizi e spesso aumentando la tassazione di loro competenza a carico dei cittadini. 

Insomma, lo Stato centrale come un re grasso e unto continua a mangiare a tutta birra, mentre i territori e le loro popolazioni sono sempre più strangolati. Un bel giorno finirà il pane e anche le brioche!!!